È il 1977 e in Somalia viene diagnosticato l’ultimo caso di vaiolo, una malattia sfigurante e molto spesso fatale, tra le più devastanti conosciute dall’umanità e causa di milioni di morti.
Tre anni più tardi, nel 1980, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) dichiara l’eradicazione del vaiolo: si tratta della prima malattia infettiva a sparire per sempre dalla faccia della terra, grazie alla vaccinazione introdotta quasi due secoli prima.
C’è una persona che forse più di ogni altra è responsabile di questa vittoria: il medico inglese Edward Jenner, il padre dei vaccini.

Le origini e gli studi
Figlio di un reverendo inglese, Edward viene istruito secondo un’educazione classica impartitagli dal padre e completata dai suoi fratelli maggiori, dopo la scomparsa precoce di entrambi i genitori.
Egli decide di intraprendere la professione medica, fa richiesta per essere ammesso ad Oxford ma viene rifiutato per via della sua salute precaria, causata dai terribili effetti collaterali subiti dopo la pratica della variolizzazione.
Un chirurgo di campagna, Mr. Ludlow, lo prende come allievo e lo tiene con sé per sette anni, trasmettendogli tutto il suo sapere.
All’età di 21 anni Edward si trasferisce a Londra al St. George’s Hospital per completare la sua formazione sotto la guida di John Hunter, ex chirurgo dell’esercito e fratello minore del dottor William Hunter, anatomista e ostetrico di fama mondiale.
Jenner e Hunter passano insieme giorni interi e notti comprese, dividendosi tra pazienti e ricerche, al tavolo anatomico e in laboratorio a sperimentare nuove metodologie innovative. La medicina assorbe completamente le loro vite.
Nel 1772, superati brillantemente i corsi, Edward termina il suo apprendistato e decide di tornare a Berkeley per aprire la sua attività in proprio. Dopo soli sei mesi, gli affari procedono alla grande: Jenner è un medico di successo e ha abilità che lo rendono un chirurgo sopra la media per quel tempo.
L’idea dell’immunizzazione
Tra la fine del Settecento e l’inizio dell’Ottocento, il vaiolo in Europa si diffonde con una rapidità allarmante: tra i malati, 1 persona su 6 muore.
Si ricorre alla variolizzazione, un metodo di protezione dal vaiolo che consiste nell’inoculare nel soggetto sano del materiale prelevato da lesioni vaiolose: l’obiettivo è quello di immunizzare il paziente dal vaiolo. Ma la variolizzazione è pericolosa: il rischio di un contagio grave è altissimo, così come quello di rendere il paziente veicolo di trasmissione della malattia.

Jenner nota che i mungitori presentano un vaiolo differente da quello che colpisce l’uomo: provoca qualche lesione limitata alle mani, qualche giorno di malessere, ma nessun sintomo di grave entità. È una versione in miniatura del vaiolo umano. Da qui l’idea che forse l’iniezione di vaiolo bovino possa sostituire quella di vaiolo umano.
Edward decide di eseguire l’esperimento su James Phipps, il figlio del suo giardiniere: gli inocula del materiale purulento raccolto dalle pustole delle mani di una donna, una mungitrice che era stata infettata dal vaiolo bovino. James sviluppa solo un po’ di febbre e qualche leggero fastidio, ma nel giro di pochi giorni torna a stare bene.
Adesso Jenner sa con certezza che il vaiolo bovino si trasmette non soltanto da animale a persona, ma anche da persona a persona. Lo step successivo è scoprire se il bambino sia immune al vaiolo umano.
James viene quindi infettato con il virus del vaiolo umano, che però non causa effetti, grazie all’immunità sviluppata dalla precedente infezione da vaiolo bovino.
È il 1796 e ci troviamo di fronte al primo vaccinato della storia, al primo caso documentato di prevenzione attiva di una malattia.
In seguito al grande successo avuto grazie al vaccino da lui scoperto, Jenner riceve omaggi da parte delle più illustri personalità: il re Giorgio III, la regina Carlotta, il principe di Galles, perfino Napoleone Bonaparte che decide di far vaccinare tutte le sue truppe.
Gli ultimi anni
È il 1823, Edward Jenner sta male: la sua salute già cagionevole è peggiorata ulteriormente. Confidandosi con un amico, gli rivela: «Non sono sorpreso che gli uomini non mi siano grati, ma mi domando come possano non essere grati a Dio per il bene di cui mi ha reso strumento verso i miei simili».
Si riferisce agli antivaccinisti, che non sono affatto un’invenzione moderna: Jenner viene contestato da scettici, sedicenti esperti e da tutti quei medici e chirurghi per i quali la variolizzazione rappresenta ancora una parte importante del proprio reddito, minacciato dal trattamento più sicuro ed efficace messo a punto da lui.
C’è anche chi attacca la vaccinazione per motivi di carattere ideologico e religioso: è inaudito ricevere nel proprio sangue tracce purulente che provengono da creature inferiori nel disegno divino.
Il 25 gennaio 1823 Jenner viene colpito da un ictus; morirà il giorno seguente.

Nel 1840 il governo britannico vieta per legge la pratica della variolizzazione e dà inizio ad una campagna di vaccinazione gratuita.
È un’altra tessera che si aggiunge al domino che Jenner ha iniziato a costruire nel 1796 e che, tessera dopo tessera, con un effetto a catena, porterà la vaccinazione antivaiolosa in tutto il mondo, fino alla completa eradicazione del vaiolo un secolo e mezzo più tardi nel maggio 1980.
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